Al ritorno dalla mia tre giorni a Berlino, la mia amica Paola mi ha detto “Berlino è così, o ti piace oppure non scatta la scintilla“. Per me quella scintilla non è scattata, sono stati 3 giorni di km a piedi, di luoghi incontaminati ed altri che invece ti lasciano senza fiato.

Se dovessi descriverla in poche parole potrei riassumere così: grigio, sporca e “pesante”.

Grigio perché è il colore di quasi tutti i palazzi e musei della città, tra cui il Duomo che sembra essere rimasto fermo nel tempo, nero, tetro a tratti inquietante. In questo periodo Berlino è un cantiere a cielo aperto, nuove linee della metropolitana e nuovi palazzi che “crescono” in città.

Sporca marciapiedi con avanzi di cibo e cartacce per terra, anche nella famosa Alexanderplatz dove tra la tanta gente, si mescolano gli zingari che chiedono firme ai turisti  (argh).

Pesante” sarà stato il cielo grigio e quella pioggerellina malinconica, ma Berlino secondo me si porta dietro la storia, quella che ha segnato la Germania, ma soprattutto che ci riporta alla memoria momenti davvero terribili, dalla costruzione del muro che separava la città in due, o ancora pensando agli ebrei ed ad Auschwitz.

Video realizzato con ACTION CAM TOMTOM BANDIT

Una delle tappe del nostro viaggio è stato il Monumento di Eisenman uno spazio ricoperto da 4200 stele, alte da zero fino a 4 metri. Una superficie di due ettari, questo monumento è senza dubbio memorabile ed inquietante. Nel suo discorso all’inaugurazione del Monumento, il 10 maggio del 2005, Eisenman ha detto: “Non mi resta che tacere adesso e consegnare questo monumento al popolo tedesco, adesso e per il futuro, e lasciare che il vostro monumento parli a e per il popolo tedesco, e al mondo intero. Nel cuore io sono un newyorkese, ma da oggi parte della mia anima resterà per sempre qui a Berlino.

Quando ci si “immerge” tra le stele, tutti i 5 sensi sono attivati, alla scoperta di cosa ci si aspetta ad ogni passaggio, si possono sentire voci ma non si vedono le persone che stanno percorrendo i vari corridoi, si è soli con se stessi alla scoperta di cosa c’è oltre quei muri. Un’esperienza davvero surreale.

Altro passaggio è quello del Muro di Berlino il Berliner Mauer, eretto per impedire la libera circolazione delle persone tra la parte Ovest ed Est della città. È stato considerato il simbolo della cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda. Oggi è possibile vedere solo una parte, il pezzo più lungo è East Side Galley, una galleria d’arte a cielo aperto lunga 1,3 chilometri.

Si trova a Muhlenstrasse ed è un susseguirsi di murales di artisti, che nel  1990 giunsero a Berlino per realizzarla. Tra questi, il murales di una Trabant bianca che sfonda il muro o quello dove Erich Honecker bacia sulla bocca il segretario del PCUS Leonid Brežnev.

Mia cara Berlino, magari ci sarà occasione per scoprirti nuova e bella, per ora è un arrivederci

Tag:, ,