Ebbene sì, è passato già un mese dal tuo arrivo, da quel caldo 6 Agosto alle ore 5.39 in cui ti abbiamo abbracciato per la prima volta. Quando dopo 1 ora e 39 minuti abbiamo visto il tuo viso per la prima volta.

Molte volte mi hanno chiesto “Come te lo immagini?” e non ho mai saputo rispondere, perchè sinceramente non riuscivo ad immaginarti. Con papà si scherzava sempre nel dire “Me lo immagino come Azzurro (di Shrek) nella scena in cui scende da cavallo e sfoggia una chioma biondissima”..ecco sul colore non ho azzeccato ma per la quantità di capelli non mi lamento 😀

Sono passati 30 giorni in cui abbiamo iniziato a conoscerci, a prendere le misure, a provare a capire ogni tuo pianto. A renderci conto di quanto tu sia bello, con i tuoi occhioni azzurri e con quelle espressioni che ci fanno sorridere e ridere in ogni momento.

Era maggio quando scrissi questo post su Instagram:

“Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì. È bella una tale certezza ma l’incertezza è più bella.” mi piace pensare che questa frase sia stata l’inizio della nostra storia. Dicono che si diventi mamma appena prendi il tuo piccolino tra le braccia, ma secondo me lo si diventa nell’instante in cui senti i suoi primi movimenti nella pancia. Quando realizzi che dentro di te c’è un altro cuoricino che batte. Quando le tue priorità diventano altre, quando inconsciamente continui ad accarezzarti la pancia, quando vedi che il tuo corpo cambia e tutto prende forma. Mancano solo 79 giorni al tuo arrivo e tutto comincia ad essere sempre più realistico, provo a immaginarti, mi chiedo che colore di occhi avrai, che capelli avrai 😂, ma soprattutto quanto sarai immensamente bello e nostro. Sorrido nel pensare che forse sei già un po’ ruffiano, perché basta che papà ti parli e baci la pancia e tu ti calmi in un secondo. Mi sto preparando all’appuntamento più speciale di sempre, e mi sembra di provare le stesse emozioni di quando quella sera di qualche anno fa, per uscire con il tuo papà mi sono cambiata 7 volte…eppure eravamo – solo – migliori amici. Sto imparando tanto, mi faccio consigliare da chi i bambini li cresce con immenso amore, da chi mi dice “poi quando sarai stanca vengo io a tenertelo”. Caro mio piccolo, spero di essere la mamma che ti immagini. ❤️

Un post condiviso da Frenci Bello | I’m a geek girl (@frencibello) in data:

Oggi più che mai sono ancora convinta che il diventare “mamma” sia un percorso lungo e impegnativo. Sai, ancora adesso mi fa così strano quando i nonni mi chiamano mamma Frenci, e quella mamma sono io.

In questi giorni trascorsi insieme, dal primo momento in cui ti hanno messo addosso alla mia pelle, ho provato a raccogliere dentro di me tutte le sensazioni che ho provato.

Forse ho perso il conto di quanto ogni giorno tu mi riesca a trasmettere.

Dal primo istante mi hai chiesto di prendermi cura di te, di essere presente sempre nella tua vita. 

Curioso vero?

Per me decisamente, visto che abbiamo trascorso insieme nove mesi, coccolandoti, accarezzando la pancia in ogni momento, quasi come un gesto automatico, curandoti, sussurrandoti parole.

A volte ho pianto, perchè mi sono sentita inadatta, magari quando, a mia volta, non sono riuscita a farti smettere di piangere, perchè non capivo che cosa potessi avere, ma anche in quei momenti mi hai dato la forza di andare avanti, di metterci ancora più impegno, di riempirti di coccole e attenzioni per farti sentire la mia presenza.

Ma è proprio il prendermi cura di te che mi ha cambiata come persona, le mie priorità al momento sono così diverse da prima che quasi faccio fatica a riconoscermi.

Ho abbandonato tutto quello che per lungo tempo è stato “superfluo“, dai rapporti a senso unico agli oggetti inutili, così da investire le mie energie nel farti star bene, nell’allattarti nel cuore della notte, due, tre, quattro volte, nel sorriderti sempre anche quando la stanchezza mi pervade.

Nel cambiarti un numero infinito di pannolini appena inizi a “scricchiolare” perchè hai bisogno di sentirti pulito.

Ho imparato a chiedere aiuto alle persone che mi stanno vicino senza vergognarmi di aver bisogno di qualche istante tutto per me.

È inutile dire “è tutto facile” perchè non lo è. Preferisco essere sincera con te quanto con me, nel dire quanto sia stato destabilizzante passare dal “5 minuti e sono pronta”, al “prima di uscire devo allattarlo, cambiarlo e vestirlo”.

Abbiamo trascorso la prima vacanza a Valdaora in 3, e insieme ai nonni ed ai miei fratelli che ti adorano. Hai ricevuto così tanti regali dalle persone che in questo paesino ci vogliono bene, e che non vedevano l’ora di conoscerti.

Hai portato felicità nei nostri giorni e in persone a te “sconosciute” che non hanno esitato a riempirti di complimenti e di coccole.

Bernardo, ti abbiamo portato in luoghi che tu hai già visitato, nella mia pancia, a Dicembre quando ancora eri il nostro piccolo grande segreto.

Sai Bernardo, hai la fortuna di avere un papà davvero bravo. Non ho mai dubitato che non lo fosse, anzi per me è stata la sua forza a farmi desiderare tanto di averti. 

Lui ti accudisce con immenso amore. Potesse ti allatterebbe così da farmi dormire qualche ora in più. Ma si sveglia nel cuore della notte per cambiarti e coccolarti anche se poi deve andare al lavoro.

In questi primi 30 giorni di noi, mi hai fatto capire quanto io e il tuo papà siamo ormai insostituibili per te, e di quanto tu abbia stravolto la nostra vita, con i tuoi sorrisi mentre dormi, i tuoi capelli sempre più biondi e quegli occhioni con cui stai imparando a guardare il mondo che ti circonda.

Buon primo mese, Bernardo, Orso, Sergio.

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